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Colmata di Casabianca a Marsala. Una conferenza stampa che lascia intatti dubbi e perplessità

[1]Affollata conferenza stampa oggi a Marsala con tema la Colmata di Casabianca. Si è detto di tutto e di più ma in fin dei conti tutto è rimasto “in sospeso”. Una storia ventennale che non doveva neanche avere inizio perché i famosi frangiflutti causa del ristagno delle alghe che emanano nauseabondi odori, non sarebbero  dovuti essere realizzati visto anche i pareri contrari del Genio Civile,  ma tant’è che creato il caso si trova una soluzione contraria alla logica per bonificare l’area.

Invece di smantellare i frangi flutti e bonificare l’area restituendola alla situazione originale, la grande pensata:  copriamo il tutto e recuperiamo terreno al mare.

Si allarga il litorale e si sposta la linea dei … 150 metri soggetta a vincoli di inedificabilità.

La storia la conoscono tutti e malgrado oggi il deputato Adamo abbia sostenuto che la decisione è stata imposta, i dubbi su interessi diversi dalla pubblica utilità rimangono tutti e la stessa Adamo non ha fatto mistero che alcuni terreni nella zona appartengono alla sua famiglia, precisando però che questo non ha influito sulla sua decisione, che è stata imposta dalla necessità pubblica.  

Questa storia della colmata è la classica storia marsalese, non è chiara ed è costata fino ad oggi un mare di soldi pubblici che potevano essere spesi in modo migliore.  

Secondo Annamaria Angileri ed Edoardo Alagna “La città di Marsala, nel corso di questi anni, ha subito danni enormi a causa dell’area ormai tristemente nota come “colmata di Casabianca”, sia sotto il profilo paesaggistico – ambientale, sia  sotto il profilo economico per le inevitabili ripercussioni negative dovute all’immagine deturpata del litorale ed agli sgradevolissimi odori che da quell’area si propagano nelle zone limitrofe e, non ultimo, per il notevole sperpero di denaro pubblico. In questo lungo periodo parecchie persone hanno manifestato un profondo dissenso nei confronti sia del posizionamento dei frangiflutti sia della soluzione del problema tramite il riempimento di questa area con fanghi, sfabriciti e materiale di risulta, suggerendo invece soluzioni che restituissero alla originale dignità quel tratto di costa e favorendo, semmai, l’utilizzo dei frangiflutti come porticcioli per imbarcazioni da diporto. Alla luce delle dichiarazioni dell’ex assessore Girolamo Pipitone, riguardanti presunti interessi da parte di alcuni attori importanti della scena politica marsalese nei confronti della bonifica di questa area, chiediamo sia fatta piena luce sui fatti da egli denunciati e che tali persone abbiano il buon gusto di astenersi, sino all’accertamento della verità, da ulteriori interventi sull’argomento. Chiediamo inoltre che l’Amministrazione Provinciale non utilizzi tali diatribe, tutte interne ad una maggioranza sempre più divisa e sempre meno attenta alle istanze dei territori, per procrastinare la soluzione di un problema ormai non più differibile e voglia invece imprimere una forte accelerazione a tutti gli atti che riguardano ciò che, giustamente, molti considerano un oltraggio alla Città di Marsala”.

La soluzione migliore per tutti pare sia nascondere “l’errore” iniziale  e sperare nel futuro. Già perché nessun progetto è mai stato redatto, approvato e finanziato, quindi, la solita storia marsalese: iniziare qualcosa senza sapere il perché.

E se volessimo guardare indietro potremmo scorgere il nuovo cimitero, il mercato ittico, il mattatoio, la camminata a mare e dulcis in fundo,  la grande pensata della vela dei mille di quarantennale memoria; il tutto, per la modica somma di circa 40 miliardi delle vecchie lire.  Chi ci ha guadagnato è difficile sapere, chi ci ha perso è chiaro: i cittadini. E con la colmata, chi ci guadagnerà e chi ci perderà?

Questa è Marsala.