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L’ombra di Pino Giammarinaro sulla politica marsalese

[1]Garibaldi giunse a Marsala e poi a Salemi dichiarò la dittatura sabauda. Pino Giammarinaro, vecchia e gloriosa scuola DC, padre padrone della Salemi , parte dal suo feudo per cercare di fondarne uno a Marsala.

Secondo una dichiarazione di Sgarbi, Sindaco di Salemi per volontà proprio di Giammarinaro, il Pino salemitano   “non ha mai avuto nelle sue file personaggi di spicco , ha perso più volte le elezioni per la sindacatura e anche per questo più che comandare ha sempre voluto far sapere chi comanda” anche se ogni attività politici o imprenditoriale si dice passi sotto la sua “attenzione” (*).

Al Consiglio Comunale di Marsala l’UDC sembra spaccato in due correnti: quella che fa capo alla segreteria politica “istituzionale” di Pino Ferrantelli che a suo volta fa capo a Salvatore Turano , attuale presidente della Provincia, e quindi a Calogero Mannino e Salvatore Cuffaro; e quella che fa riferimento proprio a Pino Giammarinaro, minoritaria all’interno del partito e che può contare sui consiglieri Coppola e Genna.

Sono note le “dichiarazioni” di intenti dei  due lanciate all’attuale Sindaco così come sono note le frequentazioni con questo o quell’esponente politico per cercare di creare una sorta di governo della città che li vedrebbe parte della giunta.

Il progetto del duo che si richiama all’esponente salemitano per poter essere quantomeno abbozzato deve avere la partecipazione del capogruppo UDC  a Palazzo delle Lapidi Michele Gandolfo e del consigliere Herrera che però sono “fedeli” alla segreteria politica del partito. Ma anche qui c’è qualche distinguo perchè Michele Gandolfo è vicino alla corrente Regina.

E quindi, ecco che il tentativo di Giammarinaro di estere il suo feudo fino a Marsala o di crearne uno ex nuovo è destinato al fallimento anche se l’operazione Manlio Mauro, voluto proprio da Giammarinaro alla corte di Sgarbi, in prospettiva, potrebbe aprirgli lo spiraglio di avere tre elementi al Consiglio Comunale.

Anche se Manlio Mauro smentisce, molti ormai lo danno esponente UDC apparentemente appartenente al PDL.

Insomma, tanto movimento per nulla perché alla fine il partito è con Pino Ferrantelli e quindi i giochi politici di Giammarinaro non hanno alcuna possibilità di successo.

Al congresso del partito che si terrà domenica 8 febbraio comunque dovrebbe esserci la soluzione. Pino Ferrantelli infatti, sta lavorando su una bozza di risoluzione per poter quietare le varie anime e ricompattare il partito. Per le cariche politiche la bozza prevedere l’assegnazione della segreteria politica alla corrente Ferrantelli/Turano, al gruppo Regina la vice segreteria e alla corrente Giammarinaro la presidenza.

Appare chiaro che se non si troverà l’accordo prima delle votazioni, allora il partito andrà alla conta ed in questo caso la corrente Giammarinaro, fortemenente minoritaria,  rimarrà fuori da qualsiasi gioco all’interno del partito.  

Sul versante politico della città, l’UDC è la pedina con cui, vuoi o non vuoi, tutti devono fare i conti se si vuole realizzare una coalizione di “centrodestra”. Ma Ferrantelli ed il capo Gruppo UDC Michel Gandolfo a questo proposito sono chiari. L’UDC si siederà al tavolo delle trattative per un governo della città a quattro condizioni: azzeramento della giunta, distribuzione degli assessorati in ragione del peso politico di ogni forza della coalizione,  un serio programma di governo per far rinascere la città, rotazione degli incarichi dirigenziali di ruolo e quelli di incarico politico.

Il problema però è che al Consiglio Comunale sembrano esistere trenta consiglieri e trenta partiti e quindi è difficile se non impossibile pensare di poter mettere assieme una coalizione che voglia operare per  il bene della città. Il gioco delle segreterie dei partiti nazionali e regionali che per meri interessi personali o di feudo politico si accaparrano questo o quel consigliere, hanno prodotto in Sicilia, ma in modo drammatico a Marsala, lo stallo della politica in favore delle rappresentazioni teatrali.  

Il Sindaco Carini si dice dispiaciuto del contesto politico attuale che certo non fa bene alla città, ma da parte sua è convinto di poter amministrare la città sottoponendo all’attenzione del  Consiglio Comunale, di volta in volta, gli atti deliberativi dell’amministrazione, fidando sulla responsabilità del singolo consigliere.

Di rimpasto quindi, neanche a parlarne, con sommo gaudio del …Massimo Grillo cittadino. 

(*fonte Caffèscorretto).