- Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni - http://www.osservatorio-sicilia.it -

Telesud e le truffe sul cellulare: disinformazione in onda

Telesud truffe cellulari

Seguire i telegiornali durante il periodo natalizio, in genere, significa anche sorbirsi una serie di servizi più o meno mondani. Se la causa sia l’imperante atmosfera natalizia oppure una obiettiva carenza di notizie non è dato sapere a chi di mestiere fa tutt’altro.

L’informazione televisiva a Trapani, ormai da anni, ha voce unica (Telesud) e, come il sottoscritto, parecchia gente in città segue il TgSud per la cronaca locale.

Nell’edizione in onda il 22.12 us, il secondo servizio in programma  sembra seguire il filone anzidetto e non esser legato, in apparenza, alla cronaca locale: “Attenti alle truffe sul telefonino!“.
La fonte citata è autorevole e non lascia dubbi sulla serietà della faccenda: a lanciare l’allarme è la Federconsumatori e (testuale) “… il meccanismo è semplice ed efficace e –  a quanto pare –  ha già fatto parecchie vittime anche in città.”

Guizzo le antenne e seguo con attenzione tutto il servizio.
Il messaggio lanciato è quello di fare attenzione ad eventuali messaggi arrivati sul proprio telefonino in cui si è invitati a chiamare il numero 0141455 414. Se si ha la malaugurata idea di chiamare o anche solo di rispondere ad una chiamata da quel numero – tragedia! – vengono istantaneamente scalati “…50 euro + 2 euro e 5 centesimi per ogni secondo di conversazione… conversazione si fa per dire, perché il telefono resterà muto, ma i soldi verranno spillati ugualmente.”

Il servizio prosegue, sempre citando Federconsumatori come fonte, informando che i possessori di ricaricabile si vedranno prosciugato interamente il proprio credito e invitando a diffidare da telefonate di  presunti operatori telefonici che, con la scusa di installazioni java, clonerebbero la scheda SIM chiudendo con il consiglio ai propri telespettatori per non cadere nella trappola: “… basta non rispondere al numero 014 14 55 414.”

Un servizio informativo utile per la collettività, si dirà. Peccato che in quanto ascoltato nel servizio non vi sia nulla di vero. Si tratta di una vecchissima bufala che – come tante altre – continua a circolare in rete generando terrorismo psicologico. Niente di male, allora, che anche la redazione di TeleSud sia caduta nel tranello.

Forse. Ma un giornalista, nel dar conto di una notizia del genere, non dovrebbe un minimo documentarsi? Verificare le fonti? Dando per scontato che non sia un tecnico (che alla lettura o all’ascolto di simili notizie scoppia in una fragorosa risata).

Provare a chiamare il numero incriminato? Troppo rischioso: 50 euro per una verifica dev’esser sembrato eccessivo.
Se solo avessero provato, avrebbero scoperto che il numero (all’apparenza di un fisso della provincia di Asti)  risulta inesistente (ebbene sì, ho corso volutamente il rischio di vedere azzerato il mio credito!).

Fare una veloce ricerca su internet? Pare non l’abbian fatta visto che, inserendo quel recapito telefonico su un qualsiasi motore di ricerca, vien fuori una sfilza di link in cui si spiega vita, morte e miracoli della “bufala”  in questione (chi vuole può leggere la storia qui [1]).

Contattare Federconsumatori che viene più volte citata come la fonte della notizia? Anche questa opzione sembra esser stata scartata dalla redazione di Telesud altrimenti sarebbe stato chiaro l’abbaglio preso, ossia aver ricevuto la mail “bufala” esattamente per come è stata smentita (nell’ottobre 2007) dalla stessa Federconsumatori (qui il comunicato [2]).

Niente di tutto ciò. Solo un avviso sparso ai quattro venti e un impulso ulteriore dato alla leggenda metropolitana.

A questo punto però un dubbio affiora: nel servizio si asserisce che il meccanismo “… a quanto pare ha già fatto parecchie vittime anche in città…” quindi tutte le considerazioni fin qui fatte sembrerebbero smentite dal fatto – inoppugnabile – che qualche vittima reale di questa trappola esista e viva in città.

Alla redazione di Telesud la richiesta di fornirci ulteriori informazioni in merito alle vittime della truffa in città in modo da allertare tutta la cittadinanza e smentire la smentita di Federconsumatori oppure ammettere semplicemente di aver preso un granchio.

(natsti)