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Prefetture in Sicilia, presenti ma incostituzionali

[1]Mentre in Italia e in Sicilia si parla tanto di federalismo “fiscale” e di abolizione delle province, nessuno ricorda che lo Statuto di Autonomia Speciale della Regione Siciliana approvato il 15 maggio 1946 e successivamente “coordinato” con la costituenda Costituzione italiana, prescrive che il rappresentante dello stato in Sicilia e responsabile dell’ordine pubblico nell’Isola è il Presidente della Regione.

L’articolo 21 recita :
1. Il Presidente è Capo del Governo regionale e rappresenta la Regione.
2. Egli rappresenta altresì nella Regione il Governo dello Stato, che può tuttavia inviare temporaneamente propri commissari per la esplicazione di singole funzioni statali.
3. Col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione.

Per il mantenimento dell’ordine pubblico è responsabile il Presidente della Regione Siciliana in forza al disposto dell’art. 31 che recita : 1. Al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l’impiego delle forze armate dello Stato.

Da ciò deriva che le prefetture in Sicilia sono enti imposti dallo stato italiano in spregio alla Costituzione italiana che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita al massimo rispetto.
Orbene, da oltre sessanta anni ai siciliani viene raccontata la favola che lo Statuto non è applicabile perché non sono mai state approvate le norme esplicative ma, al di là del fatto che la norma costituzionale non prevede questo passaggio, la favola diventa presa in giro quando le stesse prerogative la Costituzione (vedi Statuto) sono assegnate alla Valle d’Asta, alle province autonome di Trento e Bolzano.
Perché quindi per la Sicilia l’applicazione delle norme costituzionali necessitano di norme applicative? Semplice, perche la classe politica siciliana è insipiente poco interessata alla vera autonomia regionale.
Nulla lascia prevede che qualcosa cambi e l’attuale governo regionale a guida MPA, movimento autonomista, non sta facendo assolutamente nulla il rispetto della Costituzione e conseguentemente dello Statuto.

Va ricordato che mentre si sta parlando in Italia di abolire le province, queste  in Sicilia, in forza all’art. 15 che recita:
1. Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione siciliana.
2. L’ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria.
3. Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l’esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali;

sono state soppresse e reintrodotte furbescamente con una legge regionale, la n. 9 del 1986, incostituzionale. E che sia incostituzionale è dimostrato dal fatto che seppur aggiornato con leggi costituzionali successive nello Statuto l’art. 15 non è mai stato modificato nel senso imposto dalla casta, a ricordo della grande  truffa politica perpetrata ai danni del popolo siciliano.