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La mafia dei salotti buoni

[1]Una novità nota a tutti che viene confermata a Trapani dove la Magistratura e le Forze dell’Ordine hanno cominciato a dare risultati contro la delinquenza organizzata, dal Capo della Squadra Mobile Giuseppe Linares. In provincia esiste consolidata, la mafia dei salotti buoni, una “Cosa Nostra dei salotticon potenti collegamenti istituzionali composta prevalentemente da una sorta di “borghesia mafiosa che coopta imprenditori” e che rivolge le sue attenzioni verso reati puniti con pene minori, “come la truffa, ad esempio”.

Ma a differenza della mafia palermitana che è fatta anche di “pentiti”  che collaborano con lo stato, nel trapanese,  l’organizzazione si contraddistingue per il “silenzio”. Nessuno si pente e questo, con la fitte rete di connivenze,  rende impenetrabile il sistema, ma come dimostrano le azioni delle forze dell’ordine degli ultimi tempi, da un semplice ed insignificante elemento si può arrivare a toccare interessi colossali dell’organizzazione.

Però la mafia dei salotti buoni non è una prerogativa tipica del trapanese, si farebbe un colassale sbaglio a pensarlo perchè il progetto di coinvolgimento diretto nella politica, nelle istituzioni (nessuna esclusa), nella finanza, nelle assicurazioni, nelle banche e in tutti i settori della vita pubblica, di uomini di cosa nostra appare, realizzato da tempo. Solo così può essere possibile che come una fenice: risorge sempre più pericolosa.  Senza uomini nel sistema Italia non potrebbe essere possibile.  

Fintanto che la cupola politica e finanziaria della mafia sopravviverà, la fenice è destinata a risorgere