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Dedicato a Berlusconi che disse …

[1].. con il ponte i siciliani saranno  pienamente italiani.

Chi ci legge sa che siamo un giornale sui generis. Scriviamo senza bavagli e senza vincoli. Siamo piccoli ma indipendenti. Possiamo dire tutto quello che pensiamo e crediamo senza paura di perdere il referente politico o finanziario che gestisce la stampa “libera”.


Allora, siccome Berlusconi ritorna sul ponte, ci ritorniamo anche noi.

La panacea dei mali siciliani! [2]

La panacea dei mali siciliani!

22 febbraio 2008 su lasiciliaweb viene pubblicata una dichiarazione  dell’allora candidato Berlusconi  “”Prometto ai siciliani che una delle prime cose che faremo, tornati al governo, sarà dare il via al ponte sullo Stretto, l’unica grande opera che rende la Sicilia pienamente Italia e i siciliani completamente italiani“.

Che i siciliani possano essere presi in giro , insultati come ha fatto l’ex ministro Amato, piemontese di origini siciliane , oppure usati e sbeffeggiati come ha fatto prima Costa Crociere qualche anno fa quando per pubblicizzare le sue escursione nell’Isola proponeva visite ai cimiteri dove sono sepolti i capi mafia oppure nei luoghi dove si sono svolti i più efferati crimini della delinquenza, poi l’americana Royal Carabbien  che per souvenir proponeva ai suoi ospiti una foto sulla nave accanto un figurante vestito e con atteggiamento da mafioso con tanto di coppola e sfondo sulla città di Palermo, oppure raccontare la storia romanzata ed offensiva della Sicilia come ha fatto recentemente il mensile Focus Storia con una rappresentazione iconografica di un improbabile sbarco dei greci in terra di Sicilia, che si vedono offrire le donne dei locali per qualche gioiello (vds articolo de L’Osservatorio Sicilia – http://www.osservatorio-sicilia.it/2008/390/berlusconi-come-mussolini/ [3]) , è cosa normale.

Da oltre 140 anni di sfruttamento e di colonizzazione, con il ponte che Berlusconi gratificherà i siciliani, con grandi profitti alle lobby della finanza e delle grandi industrie del nord e devastazioni del territorio siculo-calabrese, della nazionalità ITALIANA. Italiani, di serie C ma italiani!
E’ importante il sentimento nazionale, però qualcuno può spiegarci perché la Sicilia continua ad essere un mondo a parte e area di sottosviluppo economico e sociale?

Aereo governativo [4]

Aereo governativo

Il cavaliere Berlusconi invece di venire in Sicilia con il jet della CAI, che non è la cordata per Alitalia ma l’agenzia che gestisce i voli “istituzionali”, e fermarsi a Palermo o a Catania per andare a trovare gli amici Cammarata e Stancanelli, salga sul treno del Far West (a diesel) Catania-Palermo, oltre 4 ore per 190 km lungouna linea ferrata costruita da Mussolini, oppure utilizzi l’auto da Agrigento a Palermo o Trapani, prenda il treno a Ragusa per andare a Trapani che per percorrere circa 320 km impiega oltre 7 ore con almeno 3 cambi, oppure, utilizzi la linea ferrata Palermo/Messina, la più “modernizzata dell’Isola” sopra la quale il treno più veloce, l’espresso 1692, impiega per percorrere circa 200 km oltre 3 ore e mezza (partenza da Palermo 11,25 – arrivo a Messina 15,15), o meglio ancora salga sul Treno Palermo/Trapani (117 km) 3 ore e 50 minuti (partenza 06.30 arrivo 10,15)!
Ci scusi Presidente, ma con quale coraggio e logica lei parla del ponte sullo stretto e la presenta come la panacea di tutti i mali dell’Isola?
Venga in Sicilia, non faccia spot pubblicitari, venga a rendersi conto dei danni che l’Italia ha prodotto in  decenni di scellerata politica dell’assistenzialismo e dell’affarismo.
Venga in Sicilia senza il codazzo di portarborse, industriali e finanzieri che da troppo tempo le girano intorno per proprio tornaconto.
Venga in Sicilia ma senza i politici siciliani che siedono in Parlamento, troppo distratti dalle beghe politiche per interessarsi come fanno gli altoatesini e valdostani alla propria regione.
Venga in Sicilia e si renderà conto che la Sicilia ha bisogno di legalità, lavoro, assistenza sanitaria, e tante, troppe infrastrutture per un credibile progetto di sviluppo economico e sociale.

Ultima generazione [5]

Ultima generazione

Se volesse pensare solo per un attimo agli interessi dei siciliani abbandonerebbe l’idea della cattedrale nel deserto e imporrebbe alla insipiente classe politica siciliana l’attuazione di un serio e credibile programma di rinnovamento sociale e di realizzazione delle infrastrutture.

Non solo la Sicilia, ma anche l’Italia continentale ne trarrebbe enormi benefici.

Ma a qualcuno interessa veramente?