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MARSALA SCHOLA: oltre il danno …

[1]Riprendiamo la questione relativa a questo ente comunale chiacchierato sin dalla sua costituzione e che invece di diminuire i costi li ha aumentati e anziché ottimizzare i servizi, ha finito per creare problemi e disservizi.
Tra i tanti casi , quello che ha portato disservizi e danni notevoli alla comunità è certamente quello relativo alla refezione scolastica.
Già dalla sua pubblicazione il bando è stato contestato per una serie di irregolarità, peraltro rilevate anche dall’autorità per la vigilanza sugli appalti pubblici che avendo saputo che era stato presentato ricorso al TAR ha rimesso a questi la decisione di merito senza però esimersi dal rappresentare che il bando, ad una prima lettura appariva non conforme alle normative in materia.
Ricordare i trascorsi sarebbe tedioso ed inutile. Partiamo quindi dalla fine di Luglio di quest’anno. Il TAR, dopo aver accolto il ricorso della Cooperativa Airone, che ancora è creditrice nei confronti di Marsala Schola di circa 100 mila euro per servizi resi e non ancora pagati, ha reso noto  i motivi per cui il ricorso di Airone è stato accettato e dell’annullamento del bando stesso.

In pratica venivano evidenziati dal TAR gli stessi rilievi dell’Autorità di Vigilanza e dichiarava improponibili tutti gli altri ricorsi presentati perché il motivo del contendere veniva a mancare stante il fatto che il bando e la relativa gara non sono di fatto “leciti” e quindi come non esistenti.
A circa un mese dalla notifica delle motivazioni ai legali delle parti, Marsala Schola, secondo quanto ci ha riferito l’Avv. Caterina Adamo, presidente del CdA, non ha ancora preso alcuna decisione sul da farsi.
Secondo una prassi consolidata, in questi casi l’amministrazione prende atto della sentenza e vi si conforma. Ma qui stiamo parlando di Marsala Schola, un ente comunale che gestisce ben 6 milioni di euro l’anno , e che pare completamente autonomo e dove le responsabilità personali degli errori che provocano danni economici non sembrano esistere e i politici glissano sulle loro responsabilità.
Il presidente ADAMO ci ha riferito che la prossima settimana, quindi a circa 35 giorni dall’inizio della refezione scolastica, Marsala Schola deciderà se ricorrere al CGA oppure rimettersi alle decisioni del TAR e bandire una nuova gara con un bando rispondente ai rilievi del tribunale amministrativo e conforme alle norme.  Appare incomprensibile il fatto che il CdA non si sia riunito ai primi di agosto considerata l’urgenza di prendere decisioni importanti e che possono incidere economicamente sul bilancio comunale.
Questa attesa rischia di produrre ancora danni e problemi e la ventilata ipotesi di ricorrere al CGA potrebbe comportare ulteriori danni economici e disservizi.

Il ricorso  non incide sulle decisioni del TAR e quindi Marsala Schola deve risolvere il problema di come far iniziare il servizio di refezione scolastica in attesa che il CGA, se vi ricorre, si pronunci sull’eventuale sospensiva degli effetti della sentenza del TAR stessa.  Sospensiva che non è automatica e di norma viene concessa qualora il CGA riconosca il ricorso ricevibile e che i presupposti del ricorso abbiano qualche validità per una discussione sul diritto. In pratica, solo in casi in cui ci sono concrete possibilità di accettazione del ricorso viene concessa la sospensiva di una sentenza del TAR a meno che non ci siano in ballo danni irreversibili a persone. Nel caso di specie il tutto si basa sul diritto e sul rispetto delle norme di legge perché il TAR ha discusso ed accettato il ricorso principale di Airone che contestava la non rispondenza alle norme di legge del bando. Tutti gli altri ricorsi sono stati considerati improcedibili perché il bando di fatto non è mai esistito per il TAR e quindi venivano a cadere tutti i motivi del contendere.

Di conseguenza si riparte da zero. Logica vorrebbe che si ricominciasse dall’inizio di gennaio con una proroga alla Cooperativa Airone titolare del servizio fio al 31.12.2007, ma Marsala Schola, che ha addirittura estromesso dalla gara Airone con motivazioni anch’esse oggetto di ricorso al TAR,  ha optato per una soluzione diversa: la trattativa privata che ha comportato un costo aggiuntivo al previsto di quasi 200 mila euro per le casse dell’istituzione e … dei cittadini.
Nelle more di un provvedimento di sospensione del provvedimento del TAR, che appare, alla luce delle motivazioni della sentenza, tutt’altro che scontato, Marsala Schola deve comunque fare qualcosa perché Nuova Cucina Siciliana non può in nessun caso operare dal 1° di ottobre perché la gara che ha vinto si basava su un bando “dichiarato nullo”.
Di conseguenza la soluzione di una nuova trattativa privata per assegnare il servizio  temporaneamente sembra quella più vicina sia per assicurare il servizio in attesa di una improbabile sospensiva del CGA, sia per l’indizione di un nuovo bando di gara.

Ogni commento è superfluo. Il CdA è espressione politica, di danni sembra evidente che ne abbia fatti abbastanza, i disservizi non sono mancati, ma il Sindaco continua a dichiarare che Marsala Schola è autonoma, e i politici locali, leggasi consiglieri, sono troppo impegnati a cambiare casacche e a “pensare” a posti di visibilità per poter seriamente intervenire sulla delicata questione di Marsala Schola.Il disinteresse della politica lo si è potuto toccare con mano quest’anno. Marsala Schola ha reintrodotto il “ticket” per il servizio di scuolabus. L’anno scorso ci fu una vera e propria levata di scudi  generalizzata. Si è paventato addirittura il mancato rispetto costituzionale del diritto allo studio.

Di colpo nulla.  Quest’anno intorno a Marsala Schola si manifestato un … un assordante silenzio.
Chiara dimostrazione di coerenza e rispetto del mandato ricevuto dagli elettori.
E tutto questo contrasta con l’attivismo politico che c’è stato l’anno scorso quando a presiedere il CdA di Marsala Schola c’era   Milena Vinci che da parte sua qualche soddisfazione in questi ultimi mesi certamente l’ha avuta considerato che, al di là di tutte le questioni di legittimità della sua nomina, è stata l’unica all’interno del Consiglio a rendersi conto che qualcosa non andava nel bando.