E’ questo il clamoroso risultato della nostra inchiesta sulle Commissioni Mediche di Marsala facenti capo all’ASL 9 di Trapani , partita per caso ,a seguito di un caso anomalo e per certi aspetti significativo della situazione di anarchia presente nel sistema sanitario siciliano.
Attualmente, come ci ha confermato il dr. Merola, responsabile dell’Asl 9, funzionano a Marsala due Commissioni Mediche nominate in permanenza. Ma in tali commissioni risultano nominati tenendo conto della legge 295/1990 che detta le norme per il riconoscimento dell’invalidità civile ma non corrispondono a quelle previste per il riconoscimento di un handicap.
Infatti la legge 104/1992 – all’articolo 4 cita :” 4. Accertamento dell’handicap. – 1. Gli accertamenti relativi alla minorazione, alle difficoltà, alla necessità dell’intervento assistenziale permanente e alla capacità complessiva individuale residua, di cui all’articolo 3, sono effettuati dalle unità sanitarie locali mediante le commissioni mediche di cui all’articolo 1 della legge 15 ottobre 1990, n. 295, che sono integrate da un operatore sociale e da un esperto nei casi da esaminare, in servizio presso le unità sanitarie locali”.
Va da se che i medici di medicina generale inseriti nelle commissioni di Marsala non potevano emettere alcun verbale di accertamento o meno di handicap poiché in nessun caso sembra sia mai stato nominato un esperto sulla patologia invalidante. In caso di problemi cardiaci deve esserci un cardiologo, in caso di problemi polmonari un pneumatologo, in caso di problemi renali un nefrologo, etc.
Ma anche le decisioni delle commissioni che secondo le norme di legge sono “autonome e indipendenti” in alcuni casi appaiono in netto contrasto con le norme poiché vengono negati riconoscimenti di handicap a persone che presentano minorazioni fisiche.
La legge prescrive che ” art. 3. Soggetti aventi diritto. – 1. E’ persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.
2. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative.”
Quando per minorazione fisica, psichica o sensoriale significa, nell’idioma nazionale, minorazione fisica oppure psichica o sensoriale. A Marsala quell’oppure sembra non significare nulla.
Va da se che una persona priva di un polmone, di un rene o di un occhio, è, secondo la legge, persona portatore di handicap perché presenta una minorazione fisica che è causa di difficoltà di integrazione lavorativa. Solo se volessimo prendere ad esempio il campo militare o delle forze di polizia, queste persone non avrebbero alcuna possibilità di inserimento e questo, secondo la Costituzione italiana, è una riduzione dei diritti civili del cittadino e un grave handicap per l’integrazione lavorativa e sociale. E’ un fatto incontestabile infatti che una persona monorene, o con un solo polmone o con un solo occhio la è in chiara situazione di svantaggio sociale che dipende dalla disabilità o menomazione e dal contesto sociale di riferimento in cui una persona vive.
A Marsala invece, una persona con un polmone o un rene non viene considerata persona portatore di handicap. In altre città, altre commissioni, al di là della regolarità della sua composizione, invece, viene considerata portatrice di handicap. E poi si scopre che si sono in giro ciechi che guidano l’auto e leggono il giornale, e invalidi di una gamba che corrono come lepri.
Adesso attendiamo chiarimenti dell’ASL e le decisioni di merito per il richiamo a visita tutte quelle persone giudicate da commissioni mediche non “legalmente” costituite.
La soluzione del problema, oltre alle decisioni “criticabili” delle commissioni, è in capo alla Direzione Sanitaria dell’ASL 9 di Trapani.
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