Ferma presa di posizione politica del Comitato Messinese del Fronte Nazionale Siciliano sul gesto del picconamento della targa toponomastica che ricorda la battaglia del IV Luglio 1299 a Capo D’orlando e che ha sostituito quella relativa a Garibaldi.
C’ è qualcosa di paradigmatico nel modo, nei toni e nelle forme scelte dagli epigoni del Risorgimento italiano e del cosiddetto “garibaldismo” nel sostenere le loro idee.
Taluni di loro hanno scelto le forme sguaiate tipiche delle ossessive propagande che, a lungo, hanno caratterizzato l’appena concluso “secolo breve“.
E così non ci ha sorpreso più di tanto l’ “uscita” dell’orlandino NINO MONASTRA che ha “picozzato” la targa toponomastica di piazza IV luglio 1299.
E così ieri sera verso le 19,30 MONASTRA, riportiamo testualmente da GLPress “ha rotto a martellate la nuova targa che ricordava il IV luglio (paradossalmente data di nascita dell’ “eroe dei due mondi” tra l’altro) 1299, giorno nel quale si svolse nel mare della non ancora nata Capo d’Orlando una battaglia navale tra la flotta del Regno di Sicilia e quella della Lega straniera che causò la morte di 6.000 siciliani che lottavano per l’indipendenza della loro terra (da qui la decisione del sindaco). ”
E’ ovvio che ‘U Cumitatu Missinisi du Frunti Nazziunali Sicilianu – Sicilia Indipinnenti non può che stigmatizzare la scelta, il metodo e la sostanza dell’azione messa in campo da MONASTRA.
Ciò che però più ci preoccupa è quel clima quasi da POGROM antisicilianista che taluni provano a montare ad arte contro tutti coloro che sostengono la ricerca della verità storica in Sicilia.
A nessuno, poi,può e deve, infatti, sfuggire che il “picconamento” della targa toponomastica della piazza, compiuto ieri, ha un senso ed un valore anni luce lontano, e giuridicamente diverso, da quello compiuto, secondo legge , dal Sindaco Sindoni quando lecitamente dopo la reintitolazione compì poi il mero di rimuovere, sempre lecitamente, la vecchia targa.
Qui la fattispecie è diversa. Qui un cittadino decide, di sua sponte, di MARTELLARE una insegna toponomastica ufficiale.
Ora non invochiamo, nè ci appassiona né interessa la fase giuridica o sanzionatoria. Ciò che interessa Noi è l’evidente acredine che sta montando contro l’iniziativa del Sindaco e contro chiunque, educatamente, avanzi qualsivoglia istanza culturale sicilianista vera e lontana dai contesti della solita “politica politicata“.
E’ questo un atto che segue, in ordine, alla seconda afissione presso il cosiddetto “scoglietto ” Garibaldi, di Capo d’Orlando, di uno striscione “nazionalista” in senso italiano e forse ancor più anti-Sindoni, ma fa seguito anche ad una pesante campagna stampa sostenuta anche da qualche prestigioso quotidiano.
Che dire? Se questo è il vento della democrazia, del confronto, del pluri e del multiculturalismo!
Noi, invece, manterremo, lo sappiano nemici e amici, il nostro stile , il nostro aplomb, e combatteremo pacificamente solo forti delle nostre idee, delle testimonianze e della Verità Storica per gli Orlandini come per tutti i Siciliani.
Al signor MONASTRA,, infine, in ogni caso consigliamo la lettura del bel libro di IGNAZIO COPPOLA dal titolo “La Sicilia tradita. Garibaldi tra apparire ed essere” per i tipi dell’ omonimo ( ma non coincidente) Coppola Editore di Trapani.
Speriamo ora che dalle “piccozze” di troskiana memoria si passi al confronto politico, culturale e storico senza ulteriori “colpi d’ala” o additamenti mediatici al ludibrio.
Ufficio Stampa
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU – SICILIA INDIPINNENTI
Commenti






