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Marsala, la città dei bravi ragazzi … di famiglia

Via Giuseppe Clemente – bravo ragazzo. Non è uno scherzo, è il risultato di una incredibile decisione presa dalla Commissione di Toponomastica di Marsala dopo aver valutato i requisiti per l’ottenimento di questo riconoscimento.

La norma di riferimento nazionale prevede l’assegnazione che  un toponimo a persone decedute può avvenire solo nel caso di personalità che hanno dato lustro alla città, alla regione o allo stato oppure che abbiano lasciato un segno “tangibile” e documentato della loro esistenza,o  a personalità internazionali di indiscusso valore storico e sociale. Questi i criteri a cui si ispirano tutti,  a Marsala invece …

La toponomastica appare confusa e casareccia e per la maggior parte orientata politicamente oppure decisa secondo opportunità di certe lobbies locali.
Basta girare per le strade di Marsala per notare come la toponomastica della città sia pasticciata ed inconcludente. Nomi di illustri sconosciuti, di sindaci, di appartenenti alla Marsala che conta, e una lunga lista di garibaldini o pseudo tali.

La proposta di intitolare una strada o una piazza a Giuseppe Clemente, il ragazzo morto qualche decina d’anni fa, al di là del fatto che non sembra poter ottenere il previsto nulla osta dalla Prefettura, è stato discussa e bocciata una prima volta perché non c’erano  elementi validi per una decisione favorevole.  In definitiva, non poteva considerarsi Giuseppe Clemente personalità indiscussa storicamente e non poteva essere considerato personalità che ha lasciato un segno storico e sociale intangibile nel territorio.

Invece, appena dopo quindici giorni, viene ridiscussa senza peraltro che la la questione fosse iscritta all’Ordine del Gionro della riunione come nel caso del Barone Spanò,  e senza che elementi nuovi e qualificanti siano stati portati a supporto della richiesta di assegnazione di toponimo, almeno stando alle lettere (del padre, dell’Acli e del Direttore ella Libreria Vaticana) inserite nel fascicolo, viene deciso di assegnare a Giuseppe Clemente l’intitolazione di una via o di una piazza.

La totale mancanza di qualsiasi requisiti è dimostrata dalle affermazioni dei proponenti che viene definito dal padre, ragazzo sensibile, educato e che si è distinto nella sua pur breve vita in attività sportive, sociali e culturali; secondo il Circolo US Acli di Marsala che per primo inoltrò la proposta nel lontano 1991, Giuseppe Clemente fu un ragazzo in possesso di qualità civili, di lealtà, sportività e umanità.

Non si discosta da queste qualità personali  dimostrate dal Clemente, la lettera del Prof. Costa Giuseppe, Direttore della Libreria Vaticana indirizzata al Sindaco di Marsala che, se pur non “aperta”, guarda caso, è stata fatta giungere al periodico locale Il Vomere che l’ha pubblicata e che sembra aver fatto di Giuseppe Clemente una propria battaglia.

Nella lettera del Prof. Costa, salesiano, si legge che Giuseppe Clemente possedeva capacità riflessive, che prendeva sul serio lo studio e lo sport, ed era in possesso dei valori della famiglia e della religione.

Come ulteriori “alte qualità” viene ricordato come redattore di un periodico locale, Nuovi Orizzonti, e appartenente alla comunità salesiana marsalese.

La domanda che ci poniamo oggi e poniamo anche a quei componenti che hanno deciso di assegnare un toponimo a Giuseppe Clemente è:  quanti bravi ragazzi di famiglie povere hanno preso sul serio lo studio, la famiglia, che hanno posseduto qualità morali e sociali e che erano in possesso di quei valori fondamentali della famiglia e della religione (in questo caso cattolica e salesiana), hanno vissuto a Marsala e morti per incidenti, senza che  nessuno li abbia “ricordati” per l’intitolazione di una via?

Tanti.  Ma allora perché Giuseppe Clemente?

Noi non abbiamo nulla contro Giuseppe Clemente, non lo conoscevamo, ma dalla lettura delle carte depositate a supporto della proposta, ci siamo fatti l’idea che fosse veramente un ragazzo come pochi, ma appare incredibile che la Commissione lo abbia considerato personalità che ha dato lustro alla città o che ha lasciato un segno intangibile e documentato della sua esistenza.  Si trattato di un ragazzo come pochi, insomma, quello che da sempre si dice un bravo ragazzo, ma  da qui a riconoscergli eccezionali qualità tali che ne fanno un personalità storica e sociale di provata ed indiscussa realtà, ce ne passa, eccome… ma, consideriamo il passato di Marsala.

Più o meno nello stesso periodo sono morti per incidenti altri due bravi ragazzi e pur non essendo “indiscusse personalità che hanno dato lustro alla città”,  gli sono state intitolate due palestre: GRILLO e BELLINA.

Bastano solo i cognomi per far capire a che famiglia appartenevano. Allora perchè a Bellina e Grillo si e a Clemente no?
Possiamo dire che la toponomastica, che dovrebbe servire per ricordare la storia, l’arte, la cultura e gli uomini che hanno dato lustro al territorio e lasciato un segno indelebile del loro passato, è divenuta nel tempo, almeno a Marsala, cosa propria di un certo ceto cittadino e di qualche lobby locale?

Noi un’idea ce la siamo fatta, ma ognuno, leggendo le nostre note può farsi una propria opinione.

Però attenzione, per Grillo e Bellina si è scelto di intitolare loro una palestra (la decisione è locale in questo caso), per Clemente la decisione di intitolargli una via o una piazza potrebbe non essere poi avvallata dalla Prefettura e da Storia Patria che in ultima analisi dovranno esprimersi sull’indiscusso profilo storico del ragazzo.

E qui, abbiamo forti dubbi che possa passare la proposta.