I Medici Ambientalisti, oncologi, hanno inviato al Parlamento Europeo una lettera in cui si legge “Con questa lettera aperta vogliamo ribadire con forza che l’incenerimento è l’ultimo dei rimedi da adottare nella scala delle priorità per lo smaltimento dei rifiuti”.
Il termovalorizzatore che altri non è che un inceneritore ha un sistema che inevitabilmente produce sostanze nocive e cancerogene e non risolve il problema.
Produce diossina, pcb e particolato micro- e nanoscopico ed è altamente pericoloso per la salute dei cittadini e per l’impatto sulle colture e le attività circostanti, e circa il 30% del totale dei rifiuti trattati diviene cenere che contiene anche sostanze altamente tossiche.
Sul piano economico è un business per le industrie e le società che lo gestiranno. Al territorio ed alla popolazione rimarranno le ceneri inquinati prodotte dal rifiuto bruciato che dovranno essere stoccate in discariche speciali, con costi elevati a carico del contribuente e altissimo rischio per l’ambiente e la salute.
Essendo un business per le industrie e per le società questi inceneritori devono essere sovvenzionati con soldi pubblici e quindi la collettività dovrà pagare per avere rifiuti tossici e inquinamento atmosferico nonché un aumento esponenziale delle malattie derivanti dalle sostante prodotte da questi inceneritori. Il governo italiano ha graziosamente concesso a questa pericolosa tecnologia i fondi del CIP 6 (che dovevano servire per le fonti energetiche alternatice) che i contribuenti pagano all’Enel attraverso la bolletta dell’energia elettrica.
Per questo motivo la Comunità Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia ma né l’Enel né i governi italiani sembrano preoccupati! Intanto i contribuenti sono tassati per contribuire ad ingrassare le tasche degli industriali.
Un’ultima considerazione. L’inceneritore deve essere mantenuto a regime continuo e deve bruciare (e produrre) ogni giorno un’altissima quantità di rifiuti!
Ecco perché la Regione Siciliana intende contribuire efficacemente a questo business per popchi a danno di milioni.
Lombardo ci farà bruciare anche i rifiuti delle altre regioni e forse di qualche stato costiero, forse anche quelli provenienti dal Libia e dall’Egitto…, tanto per inquinare e far ammalare i siciliani.
Non è un caso, in tutto questo universo di traffici di monnezza, se la Sicilia è la regione è la dove la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti, con la più bassa percentuale persino d’Italia.
Eppure, se solo avessimo politici lungimiranti, il riciclaggio dei rifiuti potrebbe rappresentare una risorsa per l’economia e risolvere gran parte della crisi e della disoccupazione dell’Isola.
Invece, per la casta politica siciliano è più facile gestire (male) il passato e polverizzare miliardi di soldi pubblici riversando sulla comunità rifiuti tossici e costi per ingrassare gli industriali.
I rifiuti, trasformati in materiali da utilizzare in infiniti modi, possono far nascere un circuito virtuoso di sviluppo economico e crescita occupazionale favorendo la piccola e media impresa.
Invece vengono assecondate le politiche speculative alimentando la psicosi dell’emergenza.
Appare grave che chi ha l’obbligo di amministrare il territorio e cercare ogni soluzione economica, ambientale e tecnologica per risolvere il problema dei rifiuti, non sappia o non voglia pretendere dalla la crisi grande industria il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini, solleciti e prometta ancora una volta l’attivazione di ben 4 impianti altamente inquinanti e solo per mere ragioni di cassa e di lobbies.
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