La politica siciliana è scaduta al più basso livello ed a questo ha contribuito il partito di Cuffaro che ha il primato non invidiabile di soggetti inquisiti e condannati anche per reati di mafia.
E’ impressionante l’elenco degli inquisiti e condannati del partito di Cesa, anch’egli inquisito.
Eccovi l’elenco, peraltro imcompleto.
Totò Cuffaro: condannato in primo grado a 5 anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio a persone inquisite e condannate per mafia
Lorenzo Cesa : indagato per abuso d’ufficio, condannato in primo grado per corruzione aggravata e poi graziato dalle leggi berlusconiane e di nuovo indagato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro che ipotizza il reato di truffa e associazione a delinquere nell’inchiesta poseidone e nell’inchiesta SbP . per i reati di associazione a delinquere e truffa
Vincenzo Lo Giudice – condannato in primo grado a 16 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa
Antonio Borzacchelli ex carabinere – arrestato per concussione
Nino DINA – deputato regionale, medico, accusato dal pentito Nino Giuffrè, è indagato per mafia
Onofrio Fratello, ex deputato regionale Udc, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, secondo l’accusa avrebbe promesso alle cosche mafiose di Trapani denaro e posti di lavoro in cambio della sua elezione. Ha patteggiato la pena.
Salvatore Cintola, deputato UDC, assessore al bilancio nel precedente governo Cuffaro, indagato per concorso in associazione mafiosa, di lui hanno parlato vari pentiti
Saverio Romano, UDC, Avvocato, sottosegretario al Welfare nel governo Berlusconi e componente della direzione nazionale del partito di Casini. Anche lui risulta indagato per concorso in associazione mafiosa, dopo esser stato tirato in ballo dal neo pentito Francesco Campanella.
Calogero Mannino, UDC, senatore, condannato a 5 anni e 4 mesi per associazione mafiosa esterna ma la cassazione ha annullato la sentenza e quindi il processo si deve rifare. Indagato anche per il reato di truffa all’Unione Europea
Giuseppa Savarino, UDC, deputato regionale per la seconda legislatura risulta indagata dalla procura di Agrigento per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico in relazione ad un presunto concorso truccato; insieme a lei indagato anche il padre, direttore sanitario dimissionario dell’asl di Agrigento.
Gigi Tomasino: UDC «Condannato a due anni e 6 mesi di reclusione per turbativa d’asta e falso, con l’aggravante di avere avvantaggiato Cosa nostra dal tribunale di Palermo .
Giuseppe Salvatore Gambino, sindaco di Roccamena ed eletto in una lista civica vicina all’Udc, Arrestato nel 7 febbraio 2006 per concorso in associazione mafiosa, è ritenuto dagli inquirenti il factotum del boss Bartolomeo Cascio.
Così come “organico a Cosa nostra” è considerato Vincenzo Giannone, in quota Udc e presidente del Consiglio comunale di Riesi (Caltanissetta), arrestato nel corso dell’operazione “Odessa”.
Domenico Miceli, ex assessore Udc nella giunta Cammarata a Palermo, arrestato per associazione mafiosa condannato in primo grado a 8 anni
Mario Toscano aveva patteggiato un anno di reclusione. Secondo i giudici, il sindaco e gli altri amministratori hanno falsificato una delibera che concedeva a una cooperativa 600 milioni per la gestione dei servizi di quattro asili nido.







Quando in Sicilia e in tutto il meridione si comprenderà che il fenomeno della mafia e il fenomeno della lotta alla mafia è un’arma di convenienza e di propaganda usato e manipolato dallo Stato centrale filo-nord per tenere sottomesso il popolo siciliano al loro colonialismo ci si renderà conto che la mafia è sempre stata usata come arma dai governi non siciliani per governare la Sicilia,e l’antimafia come mezzo di propaganda, usato per giustificare leggi repressive e razziali contro il popolo, per liberarli dalla mafia che in verità comincia a dare fastidio al nord per il potere economico e politico che le organizzazioni nel tempo acquisiscono. Così ciclicamente nella nostra storia il popolo siciliano è costretto a subire leggi repressive,razziali e diffamatorie a causa della propaganda Antimafia seminata nel nostro popolo, infatti,le statistiche e i numeri riportate direttamente dalle loro fonti come risultati della lotta alla mafia non fanno altro che avvalorare la mia tesi. I proventi della mafia concernenti il traffico Internazionale di armi sono stati enormi ed hanno avuto inevitabilmente la compiacenza e la tacita collaborazione di diverse banche, finanziarie e istituti fiduciari Internazionali con quelle italiane in prima linea. Se la mafia è stata per decenni protagonista del traffico Internazionale d’armi, su quello della droga ha invece avuto un ruolo di quasi monopolista fino anni ‘90 e i guadagni e i volumi d’affari scaturiti da quest’attività sono da fare invidia al P.I.L. di qualsiasi Stato dei grandi Paesi occidentali e non parliamo degli appalti pubblici in Italia e delle truffe alla comunità Europea che in toto al sud non sono sfuggiti alle varie mafie locali. Armi, droghe, appalti pubblici, fondi europei, usura, gioco e scommesse clandestine, contraffazioni ecc… sono state le attività illegali che ha svolto Cosa Nostra anche in concorso con le altre organizzazioni criminali, che anche se prese singolarmente dimostrano di non essere da meno e sono ‘ndrangheta, Sacra Corona Unita e camorra o sistema che in ogni territorio da loro controllato non disdegnano nemmeno il ragguardevole approvvigionamento economico derivante dal pizzo e dalle tangenti. Infatti, nell’undicesimo rapporto di “S.O.S. Impresa – Confesercenti” del 2008, denunciano e stimano per difetto che il giro d’affari delle mafie nel suo insieme si aggira intorno ai 130 miliardi di euro l’anno, qualcosa come 350.000.000 di euro al giorno. Sono cifre imponenti e impressionanti che ti danno l’idea di quanto sono potenti e ben introdotti le mafie nei tessuti vitali dell’economia e della finanza del nostro Paese. Poi pensate che l’attività antimafia in oltre 25 anni ha sequestrato beni e patrimoni a tutte le organizzazioni criminali per 800.000.000 di euro fino al 2007 e vi rendete conto che in un quarto di secolo hanno sequestrato meno di un miliardo di euro che rappresenta poco meno di 3 (tre) giorni di lavoro di tutte le mafie che abbiamo al sud dell’Italia. Secondo Voi questi sono i risultati di una vera volontà di lotta contro le mafie? La verità è che con lo slogan che fa la politica e la magistratura contro la mafia crede di starci a prendere in giro e ci riescono e non solo nell’Italia del nord perché noi del sud siamo impegnati in una guerra fratricida figlia della propaganda antimafia. Invece dovremmo fare come i contadini e i marinai che sanno il tempo che farà domani perché hanno conoscenza quotidiana della natura e non dobbiamo farci abbindolare dalle loro false e incapaci previsioni che nascondono la loro ignobile volontà di di colonialismo del sud.
P.S. I veri soldi della grande economia della mafia sono nella grande finanza Nazionale e Internazionale e sono gestite dalle banche italiane del nord che sono diventate grandi fin dai tempi di “Sindona”, e sono continuate fino agli inizi degli anni ‘90. Parliamo di un’economia pari al 10% del P.I.L. Nazionale che riversato tutto nelle Regioni del nord gli procura una ricchezza del 30% sul loro territorio.