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Palermo: grazie alle interruzioni di energia elettrica scopriamo che:

La Sicilia a fuoco, la Sicilia brucia, la Sicilia in ginocchio. Colpa di chi ?
Il tempo naturalmente. Questa temperatura elevata che ha raggiunto valori oltre i 40 gradi.
La realtà è ben diversa e le interruzioni di questi giorni specie nella città di Palermo ce lo hanno dimostrato.
Temperature così elevate in Sicilia se ne sono già avute, vedi il 1982 e più recentemente il 2003 senza che queste avessero prodotto tutti gli sconquassi di questi giorni.

A Causa della vetustà della rete di distribuzione ENEL è stato necessario interrompere in alcune aree della provincia l’erogazione dell’energia elettrica. Ci è stato detto che le interruzioni sono state necessarie per garantire gli impianti e anche a causa della richiesta eccessiva di energia elettrica da privati e aziende.

Niente di più errato. Un rete di distribuzione efficiente non avrebbe avuto necessità di interrompere l’energia elettrica e anche il sovraccarico di richiesta di energia non risponde alla realtà.
Infatti, la Sicilia produce oltre il 25% di energia elettrica rispetto al fabbisogno quindi la richiesta in più era entro la normale produzione.

Potrebbe essere che TERNA abbia trasmesso lungo l’asse Messina – Reggio Calabria in direzione Nord Italia molta più energia di quella normalmente trasmessa ed ecco che…inviandola al Nord la Sicilia rimane a secco.
Speriamo che la Magistraura che per la prima volta sembra aver aperto un fascicolo possa fare chiarezza e colpire eventuali colpevoli.

Ma le interruzioni di energia elettrica hanno scoperto un’altro dramma siciliano. Gli ospedali non hanno impianti di energia elettrica alternativa quali generatori diesel capaci di sopperire alle necessità. Questa deficienza è in capo ai dirigenti generali delle strutture. Paradossalmente  anche un centro di eccellenze  come l’ISMETT  secondo fonti gionalistiche ha chiesto aiuto alla Protezione Civile provinciale.
E’ incredibile che nel terzo millennio gli ospedali non siano dotati di sistemi autonomi di emergenza capaci di garantire tutta l’energia elettrica necessaria a tutto il sistema ospedale nel suo complesso. Qualcuno dovrà spiegare ai cittadini questa anomalia. Il Presidente Cuffaro dovrà intervenire.

Ma Cuffaro dovrà spiegare anche perchè quest’anno, come sembra, l’Assessorato Regionale all’Agricoltura e Foreste non ha attuato il piano di controllo del sistema boschivo.
Infatti, caso strano, quest’anno nel mese di aprile e maggio non sono stati realizzati i frangifuoco a protezione dei boschi.
Si dice per mancanza di fondi. Oggi però oltre al danno ambientale ed i costi per l’intervento di spegnimento, ci troviamo a sopportare anche i costi del rimboschimento ovviamente acquistando da privati le piante da piantumare. Che siano queste le vere ragioni della non predispozione dei frangifuoco a protezione dei boschi?
Chi deve rispondere  ne risponda.
L’Assessore all’agricoltura Giovanni LA VIA si dimetta e Cuffaro faccia mea culpa.