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Onorevoli o onorati?

Testo della lettera inviata ai Presidenti del Senato, della Camera e dell’Assemblea Regionale Siciliana..

“..è noto che i deputati al Parlamento Italiano e Siciliano usano, dall’immediato dopoguerra in poi,  l’aggettivo “onorevole” quale distinguo della loro condizione di rappresentanti nella massima assise nazionale e regionale.

Nel tempo questo appellativo, che fu “giustamente” bandito nel periodo fascista, è stato fatto passare in modo subliminale come un vero e proprio titolo. Ed ancora più disdicevole ed offensivo per il popolo è il fatto che cessato il “servizio” istituzionale i deputati ed i senatori continuano a farsi  chiamare “onorevole” vita natural durante. Qualcuno arriva al punto di farsi preparare una lapide con il nome preceduto da on.!

L’Osservatorio permanente per la tutela dell’immagine della Sicilia si permette di ricordare che il titolo di onorevole non è una carica istituzionale e non esiste nell’ordinamento italiano e tale dizione lessicale ha avuto inizio nel 1848 alla camera subalpina (Vincenzo Gioberti Presidente del Consiglio) quando i nobili e l’alta borghesia del tempo ritenevano che per la loro presenza alla camera gli si dovesse riconoscere anche onestà e onore.    L’Osservatorio ritiene che le Signorie Loro abbiano il dovere morale ancorché civico ed istituzionale a far cessare, con opportuni e drastici provvedimenti, questo assurdo ed anacronistico vezzo di usare tale aggettivo, avendo questo un significato di alto valore morale che nulla ha a che fare con la rappresentanza parlamentare.

Gli eletti al Parlamento nazionale e regionale siciliano rappresentano il popolo, con l’elezione non diventano “per acclamazione” onorevoli.

L’onore e l’onestà, perché queste sono le radici etimologiche del termine onorevole, non li si acquistano per elezione di popolo ma  fanno parte se posseduti, del DNA di ogni persona.

Nell’auspicio che le S.L. vorranno attivarsi anche in considerazione che tale vezzo risulta oltremodo offensivo nei confronti dei cittadini, questo osservatorio rimane in attesa di conoscere le azioni che vorranno intraprendere.