Con questa illuminante affermazione Dino Barraco – giornalista del Giornale di Sicilia - presenta l’ennesima celebrazione di Garibaldi in un articolo pubblicato oggi sulla pagina di Marsala.
Dino Barraco afferma che l’unità (ndr.: unità come aggettivo e non come sostantivo va scritto con l’iniziale minuscola) d’Italia è messa in discussione da “certi rigurgiti autonomistici che sanno di scissionismo”, e che a Marsala, Salemi e Calatafimi nessuno ha mai messo in discussione il ruolo svolto dall’eroe dei due mondi.
Non sappiamo quale conoscenza storica abbia il giornalista Dino Barraco ma appare chiaro che è uniformato alla storia scritta a piene mani dai vincitori che permette a tanti politici, associazioni garibaldine (per fortuna poche ormai) di vivere con contributi statali nel nome di Garibaldi: eroe dei due mondi, condannato a morte per tradimento contro lo Stato (leggi i fatti di Genova) dallo stesso sistema monarchico savoiardo che poi lo ha utilizzato per la conquista della Sicilia, e che in Sud America (vedi Paraguay) è ricordato come negriero, pirata, ladro di cavali (per questo motivo gli è stato tagliato l’orecchio sinistro che lo ha costretto a farsi crescere i capelli per nascondere la vergogna della pena subita).
Scoprire la verità del cosiddetto risorgimento, che ci permettiamo di ricordare, è un periodo storico imposto dall’Europa per interessi economici soprattutto inglesi e subìto dagli italiani e dai Siciliani, non è un rigurgito ma voglia di verità, giustizia ed autogoverno.
Giustizia per le truffe e gli imbrogli italiani (savoiardi) e inglesi, i tradimenti di tanti signorotti siciliani che per mantenere i loro privilegi hanno tradito la Sicilia vendendosi a Garibaldi, i giuochi dei delinquenti e degli approfittatori locali che con Garibaldi hanno guadagnato soldi e fama ed altri più semplicemente soldi.
Quanti delinquenti sono stati messi da Garibaldi a capo di città e territori dopo lo sbarco? Invitiamo Barraco ad informarsi. La verità su Garibaldi e sul periodo garibaldino in Sicilia è fatta di drammatici eventi che la storiografia ufficiale ha nascosto perchè l’uomo doveva rappresentare gli ideali italiani che secondo l’interpretazione statalista corrente ha “liberato” la Sicilia dagli oppressori.
Che il periodo borbonico era alla frutta e che i siciliani avrebbero ottenuto la libertà e l’indipendenza da soli è un fatto che si evince anche dalla storia ufficiale italiana. I Savoia con l’aiuto economico e militare inglese hanno approfittato del momento e tramato contro la libertà siciliana.
L’Osservatorio e le tante associazioni che da anni cercano di fare chiarezza sul risorgimento sono accusate di scissionismo da certi politici, giornalisti e intellettuali sempre inclini a servire gli interessi italiani e le segreterie dei partiti politici nazionali.
L’Osservatorio invita il giornalista Barraco ad approfondire la storia siciliana attingendo notizie e fatti da fonti non uniformate ed indipendenti prima di esprimere opinioni e considerazioni.“Noi vogliamo che la nostra Isola faccia da sè, noi vogliamo che dal nuovo assetto internazionale la Sicilia esca come stato sovrano e indipendente. L’unità italiana è stata deleteria per noi”.“Quando si ripete che la Sicilia non fu considerata che come una colonia, si dice meno della verità”
Queste significative parole sono di Andrea Finocchiaro Aprile, non di ostinati scissionisti.
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