Con una circonstaziata lettera inviata Al Ministro dell’Interno Giuliano AMATO e a tutti i Rappresentanti del Governo nazionale (prefetti) nelle città capoluogo della Sicilia , l’Osservatorio Permanente per la tutela dell’immagine della Sicilia ha chiesto agli UTG di richiamare le istituzioni regionali, provinciali e comunali siciliane al rispetto delle norme nazionali in materia di esposizione della bandiera italiana e quella europea.
Nella lettera, l’Osservatorio fa notare ai Rappresentanti del Governo nazionale che la violazione delle norme di legge, in particolare la 22/1998 è generalizzata e quindi è inderogabile un intervento degli UTG, all’uopo delegati, affinchè la bandiera nazionale e quella europea vengano esposte presso le sedi degli uffici regionali, provinciali e comunali esclusivamente nelle occasioni e negli orari previsti e secondo le prescrizioni del regolamento emanato con il DPR n. 121 del 7 Aprile 2000.
Oggetto: violazione della legge 22 del 5 febbraio 1998.
L’Osservatorio permanente per la tutela dell’immagine della Sicilia rappresenta alle SS.LL., per gli opportuni e necessari passi presso la Regione Siciliana, l’Assemblea Regionale Siciliana, presso le presidenze delle province regionali e presso i comuni siciliani, che in palese violazione della legge 22/1998 che all’art. 2 comma 1 prescrive) ….”La bandiera italiana e quella dell’Unione europea vengono esposte all’esterno degli edifici ove hanno sede centrale gli organismi di diritto pubblico di seguito indicati, “per il tempo in cui questi esercitano le rispettive funzioni ed attività…omissis… – par. c) consigli regionali, provinciali e comunali in occasione delle riunioni degli stessi“, le suddette istituzioni locali espongono in permanenza sia la bandiera italiana sia quella europea.
La palese e generalizzata violazione delle norme di legge da parte di istituzioni che hanno invece l’obbligo di dare pubblico e civile esempio di civiltà e rispetto delle norme non può essere giustificata con il comune senso di appartenenza alla Repubblica.
Il Parlamento italiano ha previsto l’obbligo di esposizione della bandiera italiana ed europea in tutti gli edifici pubblici statali nelle ore di servizio mentre ha prescritto la loro esposizione presso gli edifici regionali, provinciali e comunali la bandiera solo in occasione delle riunioni dei rispettivi consigli; ciò per distinguere in maniera netta le istituzioni statali da quelle locali e per un giusto e dovuto riconoscimento delle identità regionali richiamate dalla Costituzione italiana.
Appare evidente che la norma non si presta ad alcuna interpretazione così come non è prevista alcuna possibilità discrezionale da parte delle autorità locali disporre diversamente dal dettato normativo.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti osservare la legge e di farla osservare (nessuna esclusa) come legge dello Stato. Una semplice disposizione a termine di ogni legge dello stato che riteniamo esprima significativamente l’essenza dei diritti e dei doveri delle istituzioni e dei cittadini.
Il mancato intervento degli Uffici Territoriali del Governo creerebbe un grave vulnus al diritto e potrebbe essere interpretato come frutto di un’esplicita o implicita decisione politica nazionale volta ad esaltare l’appartenenza alla Repubblica a tutto danno dell’immagine della Sicilia, della sua cultura e della sua storia, in considerazione del fatto che molte istituzioni siciliane non espongono come dovrebbero la Bandiera della Regione.
A margine, l’Osservatorio ritiene oltremodo offensivo per l’Italia il fatto che le bandiere, esposte in permanenza e contro le disposizioni, siano lasciate in alcuni casi esposte in maniera indecorosa ed indecente. Sembra quasi che l’obbligo dell’alza bandiera e dell’ammaiana bandiera, momento di grande importanza per la vita sociale del paese, sia visto come uno scocciatura e quindi le bandiere vengono praticamente abbandonate a se stesse senza riconoscere alcun rispetto e dignità.
Non sembra esistere né il rispetto delle norme né la stessa cultura del rispetto del simbolo di una nazione e la nostra nota nell’avvicinarsi della data del 25 Aprile vuole essere anche motivo di riflessione circa l’importanza dei simboli di una stato e di una regione.
Questo Osservatorio ritiene pertanto un imprescindibile dovere degli Uffici Territoriali del Governo italiano, all’uopo deputati, far rispettare tale disposizione di legge e quindi di disporre affinché le amministrazioni regionali, provinciali e comunali siciliane vi si uniformino con quella urgenza dovuta dalle istituzioni nel dimostrare ai cittadini rispetto delle leggi e delle norme.
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