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E la Mondadori cancella la storia siciliana: solo “dominazioni” e mafia!

Esempio illuminato di conoscenza della storia da parte di una casa editrice quale la Mondadori pretende d’essere.
Testo della lettera inviata alla dott.ssa Marina Berlusconi Presidente del Gruppo Mondadori.

Gentile Dott.ssa Berlusconi,

è ormai consuetudine dipingere la Sicilia come “l’Isola della mafia”. Qualche tempo fa la MSC Crociere aveva distribuito un depliant illustrativo delle proprie crociere in Sicilia indicando fra i passaggi più importanti i siti delle stragi e le tombe dei più grandi capi mafia.

Un’esempio di come un popolo possa essere messo alla berlina per meri interessi economici di un’azienda italiana.Questa volta tocca alla Mondadori con una pubblicazione gravemente antisiciliana che il sensazionalismo a scopo economico ritorna a prevalere sulla cultura, sulla storia e sull’onore del Popolo Siciliano.

La guida della Sicilia di Mondadori recita a pag. 25 che “la storia della Sicilia ha un aspetto principale …: è una storia non siciliana, non generata internamente dall’isola ma sempre imposta dall’esterno. Anche i Sicani, gli Elimi e i Siculi … provenivano da fuori…”. E giù poi a dire che tutte le popolazioni che hanno composto l’identità siciliana non sarebbero state altro che “una successione di dominazioni” (come recita una scheda pseudo-storica denominata “I dominatori della Sicilia”). Quindi neanche i Sicani erano Siciliani ma erano una dominazione straniera! Ma bene! E i Siciliani da chi discendono? Dai mostruosi Ciclopi e Lestrigoni? Archimede o Empedocle non erano Sicelioti discendenti da Greci installati nell’isola da molte generazioni, ma … di passaggio…, Federico II non sarebbe cresciuto piccolino tra i vicoli di Palermo, ma sarebbe un dominatore bavarese. I “Siqilli” dell’epoca araba sarebbero solo Beduini di passaggio… Forse per Mondadori anche Falcone e Borsellino sono stranieri… Ma … dulcis in fundo … una cosa i Siciliani l’hanno saputa fare in 3.000 anni di storia: “alla fine del XIX secolo, la spedizione di Garibaldi …. l’unificazione ha voluto dire, per i Siciliani, la speranza di potersi governare [ah! finalmente con l’Italia finiscono le dominazioni e sono “liberi”! Quanto sono liberi!], anche se alcuni nodi caratteristici, come la lotta alla mafia [e ci mancherebbe altro se la mafia non stava in una guida turistica, specialmente in chiusura delle note storiche], restano da sciogliere”.
E così, secondo Mondadori, è servita la storia siciliana ad uso degli italiani, da tradurre poi in tutte le lingue: popolo di imbecilli, che non ha scritto una pagina di storia propria in 3.000 anni, ma che ha almeno avuto il merito di battere le mani al “liberatore”, anche se, pur ormai finalmente “italiani”, sono e resteranno sempre prima che ogni altra cosa “mafiosi”.
Sarebbe interessante sapere dai “sommi studiosi” che hanno ideato questa guida della Sicilia, se, con tutta la mafia che c’è in Cina o a Singapore, qualcuno descrive quei posti come il paese della mafia? Forse Napoli, con tutta la mafia che c’è (anche se chiamata camorra), è chiamata la “città della mafia”? No! Assolutamente no! Ma Sicilia = Mafia è un assioma, un postulato del quale la pubblicistica italiana non sa fare a meno. E Mondadori non fa eccezione.

È pur vero che, fuori da questa parte “storica”, la medesima guida contraddice quest’immagine presentando l’originale produzione artistica, letteraria etc. della Sicilia, dando un quadro accettabile della realtà siciliana. È pur vero che altri “svarioni” sono presenti nell’iniziale “Ritratto della Sicilia” (pag. 13): ancora una volta un’eccessiva enfasi sulla mafia, un’antistorica divisione in due della Sicilia (semmai la storia migliore accredita una distinzione tra la fascia ionica e tirrenica da un lato e l’interno e la costa “africana” dall’altro) … ma tutto sommato si tratta di imperfezioni tollerabili. Quella invece sopra riportata non lo è affatto e “macchia” l’intera guida in modo irreversibile. I popoli siciliani primitivi vennero da fuori come in qualunque parte del mondo (ci risulta che l’intera umanità provenga dall’Africa); la Civiltà Siceliota fu frutto di una colonizzazione da popolazione massiccia: quei Greci non erano dominatori bensì i nostri antenati; quella romana e poi bizantina furono vere dominazioni; quella araba solo in parte, nella prima parte, per poi trasformarsi nell’Emirato indipendente di Sicilia, più o meno come accadde in Spagna meridionale; dai Normanni (XI secolo) ai primi del ‘400, poi, la Sicilia fu un Regno indipendente con la sola brevissima parentesi angioina: l’origine straniera dei sovrani non significa proprio nulla, come in Svezia non si dice che c’è una dominazione francese perché i Bernadotte vengono dalla Francia o come in Grecia non c’è stata una “dominazione tedesca” perché i sovrani del XX secolo erano di origine tedesca o come, persino nel Regno Unito, nessuno si sogna di dire che c’è una dominazione tedesca perché Elisabetta II discende dagli Hannover; dai primi del ‘400, infine, fino alla fine del ‘700 la Sicilia era semi-indipendente: re stranieri, viceregno e parlamento e sovranità propri. Solo nel 1816 la Sicilia perde la propria statualità e comincia una vera e propria dominazione, quella “napoletana-borbonica” che pure riconosceva ampia autonomia amministrativa alla Sicilia e solo dal 1860 al 1943 la Sicilia può dire di avere conosciuto una delle più feroci dominazioni: quella dell’alleanza tra “mafiosi” (mai esistiti prima d’allora come soggetto politico) e Italia! Come vedete tutta un’altra storia! E invece nella Vostra guida non ve n’è traccia. Come non v’è traccia della ritrovata autonomia (15 maggio 1946) che “avrebbe potuto” finalmente riconciliare Sicilia e Italia, come non v’è traccia del fatto che la mafia non è un antico problema non risolto dall’unificazione, ma proprio un problema indotto dalla stessa unificazione (dapprima “duosiciliana” e poi, peggiorando le cose, “italiana”).

Questa nostra denuncia a Mondadori potrebbe diventare anche una campagna di boicottaggio della casa editrice del Suo gruppo se questa non ritirerà dal mercato subito la guida infame e non chiederà pubblicamente scusa sui maggiori quotidiani nazionali e Siciliani! È inaccettabile assistere pavidamente ad una operazione di demonizzazione del Popolo Siciliano che, vorremmo ricordare, tra la sua non storia o solo storia di mafia come si afferma nella guida, ha dato il via, quanto meno, proprio alla letteratura italiana. Ci auguriamo che Ella senta l’obbligo morale prima e professionale dopo di rendere giustizia alla Sicilia ed ai Siciliani e di chiedere al Popolo Siciliano quelle scuse che il caso merita per il qualunquismo con cui la Mondadori dipinge la Sicilia.

Distinti saluti
Michele Santoro

IN COPIA:

Presidente della Regione Siciliana
Dott. Salvatore Cuffaro
Palazzo D’orleans
90100 PALERMO

Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana
Prof. Gianfranco Miccichè
Palazzo Reale
90100 PALERMO